A rischio incendio 6,5 milioni di auto: questi i modelli da controllare

21/10/2015 By DRA 0

Toyota richiama 6,5 milioni di automobili: “Problemi ai finestrini”
Il difetto riscontrato nelle Yaris, Corolla, Camry e Rav4 prodotte tra il 2005 e il 2010: di queste, circa 1,2 milioni sono state vendute in Europa. Il problema riguarda il rischio surriscaldamento del circuito del finestrino con “potenziale rischio incendio”

Toyota richiama 6,5 milioni di automobili: “Rischio incendio”
ROMA – Toyota ha annunciato il richiamo di 6,5 milioni di vetture in tutto il mondo per “verificare il corretto funzionamento del comando dell’alza-vetri” per rischio di “surriscaldamento” e “uscita di fumo” dal circuito.

IL PRECEDENTE – Nei mesi scorsi il gigante automobilistico giapponese aveva richiamato circa 10 milioni di vetture dotate degli airbag difettosi prodotti dalla Tanaka.

IL PROBLEMA – In particolare, secondo quanto riferito da Toyota, il comando dell’alzacristallo lato guidatore potrebbe andare in corto circuito e causare il surriscaldamento e la fusione di alcuni componenti. “La fusione dell’interruttore del finestrino potrebbe produrre fumo e, potenzialmente, portare ad un incendio” spiega la casa automobilistica in una email.

I MODELLI DI AUTO – Tra i modelli richiamati la Yaris, la Corolla, la Camry ed il Suv Rav4 prodotti tra il 2005 ed il 2010. Circa 2,7 milioni di questi sono stati venduti in Nord America e 1,2 milioni in Europa. Toyota aggiunge di non aver ricevuto notizie di incidenti o di feriti legati a questo difetto.

Scandalo Volkswagen, l’Aci pronta a fare le prove su strada

La comunicazione nel corso di un’audizione davanti alle commissioni Industria e Territorio del Senato per contrastare l’inefficacia dei controlli in laboratorio emersi con il “dieselgate”

Scandalo Volkswagen, l’Aci pronta a fare le prove su strada

ROMA – L’Aci si candida a fare in Italia le prove su strada per il controllo dei gas di scarico. In un’audizione davanti alle commissioni Industria e Territorio del Senato, l’associazione ha ricordato l’inefficacia dei controlli in laboratorio messa a nudo dal dieselgate.

L’AUDIZIONE – “Noi ci candidiamo come ente indipendente a svolgere queste attività con delle prove su strada. Abbiamo non solo il know how, cioè le capacità tecniche, ma anche i circuiti dove poter fare questi test e queste prove e riteniamo che debbano essere coinvolti il Cnr di Napoli che sicuramente un’eccellenza (ha i laboratori ma non ha i circuiti), ovviamente la Motorizzazione civile, ma riteniamo sia importante anche coinvolgere l’Ispra”, ha detto il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani.

DOPO VOLKSWAGEN – Al di là delle responsabilità nel caso Volkswagen, ora “a noi interessa quali sono le emissioni effettive che impattano sulla salute dei cittadini”. Quindi, ha proseguito Sticchi Damiani, “dobbiamo andare verso delle prove che siano quanto più possibile vicino all’uso normale e quotidiano dell’automobile”.

Fonte http://www.today.it