La ricerca della bellezza, cura di se o ossessione?

La ricerca della bellezza, cura di se o ossessione?

05/11/2017 By DRA Non attivi

La ricerca della bellezza, cura di se o ossessione?

Per le donne e ultimamente in forte ascesa anche per gli uomini la bellezza è diventata un’ossessione, ci facciamo piallare, limare, scartavetrare e rullare pur di non perdere colpi e stare al passo con la spietata concorrenza, inseguendo quegli stereotipi di bellezza, proposti dai media, da Facebook da Instragram che in realtà sono molto distanti dalle donne comuni e reali.
Donne, per lo più insoddisfatte, in guerra perpetua con il proprio corpo, che fanno di questa ricerca di perfezione quasi l’unico obiettivo di vita, ricerca che poi però genera bisogni inutili e la sensazione che ci manchi sempre qualcosa.

La ricerca della bellezza, cura di se o ossessione?

La ricerca della bellezza, cura di se o ossessione?

Donne che per essere apprezzate e accettate socialmente passano più tempo dal chirurgo plastico che dal panettiere sotto casa.
Donne che più invecchiano e più ringiovaniscono, un taglia e cuci che manco la sarta di Cenerentola.

Parliamo però di una bellezza effimera, costruita a tavolino quasi inumana e inquietante a volte, che non ci contraddistingue ma anzi ci omologa a tutti gli altri.
Anch’io da bambina avevo un mio canone di bellezza femminile (e forse non solo io )… la Barbie, desiderio ovviamente irrealizzato, ma ad oggi sicuramente mi ritengo molto più fortunata di lei visto che almeno io un “KEN CON LE PALLE” l’ ho trovato davvero.

Tempo addietro sono ricorsa alla chirurgia plastica, volevo provare anche io l’emozione del ritocchino, e mi sono comprata un davanzale fiorito che manco la Primavera di Botticelli, questo perché così una mattina di un giorno qualunque mi sono guardata allo specchio e quasi non infartavo “E mo questa chi caxxo è?”
Per fortuna mi sono fermata in tempo e ho capito che dovevo lavorare molto di più sull’essenza interiore e sulla consistenza, piuttosto che ambire a quattro bisturate a casaccio o a trasformarmi in un gatto a due zampe.

Dall’altra parte, nell’universo maschile invece, negli ultimi 20 anni la chirurgia estetica maschile ha registrato un picco che neanche Maurizio Costanzo, sfatando il tabù che tutti questi ritocchini fossero prerogativa della donna. Maggior fascia impattata maschile dai 45 ai 55 anni.

Ovvio quindi che non sono contraria alla chirurgia estetica, soprattutto quando questa serve per correggere reali difetti fisici, per migliorare la propria autostima e superare quei conflitti psicologici ed interiori che hanno portato insicurezze e difficoltà a relazionarci con gli altri.
Diverso il discorso per coloro che abusano di questa sorta di “miracoli ”, ossessionati dalle prodezze della chirurgia estetica, con tutti i rischi che ne possono comunque conseguire.
Donne che il tagliando non lo fanno più alla macchina ma a se stesse.
Volti deturpati, omologati, di gomma, corpi privi di quella naturalità che ci rende unici e soprattutto umani.
La felicità non è diventare qualcuno che non si è…
La Felicità è semplicemente stare bene con ciò che si ha.

E come dice sempre mia nonna: Anche la più bella scarpa con il tempo diventa ciabatta.

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